sabato 30 gennaio 2016

Emma: «Se avessi una figlia gay? Vorrei che crescesse in un mondo in cui le siano garantiti gli stessi diritti di tutti»

«Se avessi una figlia gay? Vorrei che crescesse in un mondo in cui le siano garantiti gli stessi diritti di tutti. Soprattutto quello di essere felice. Nessuno può giudicare quando un amore è sano oppure no». Parla così Emma Marrone, una delle sostenitrici del disegno di legge sulle unioni civili, che in un'intervista al settimanale 'Grazia', riassume così le sue motivazioni: seguire la grande lezione d'amore che ha imparato dal padre.


«Quando all'inizio della carriera si parlò della mia presunta omosessualità, chiamai subito a casa - racconta la cantante - E papà mi disse: 'Non mi importa se torni con un uomo o una donna, basta che torni con qualcuno che ti rende felice'». E alla domanda 'Lei è gay o no?', Emma risponde: «Se lo fossi non avrei problemi a dirlo, ma sono d'accordo con chi sceglie di non farlo. Non voglio 'difendermi': essere gay non è un'accusa, né un insulto. Il coming out dovrebbe essere un fatto privato, un'esigenza personale, non una giustificazione o una scusa in un clima di caccia alle streghe».

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